L’occasione è di quelle da far commuovere e gli ingredienti ci sono tutti. Proprio oggi, festeggiata con la vittoria per 7-3 contro la Clodiense, mister Francesco Guidolin ha festeggiato i 40 anni di calcio a livello professionistico. Da quanto il 4 agosto 1973 iniziò il primo ritiro con l'Hellas Verona il tecnico di Castelfranco Veneto ha vissuto, giorno dopo giorno, immerso nel mondo del calcio. Ecco le parole rilasciate adUdinese Channel: "Eppure se non avessi incontrato l'Udinese e la famiglia Pozzo probabilmente avrei già chiuso con questo sport. Ci tenevo troppo a raggiungere questo traguardo e ora me lo godo".
Che effetto le ha fatto la lettera di Gianpaolo Pozzo?
"Mi ha fato un piacere immenso. Tra me e il presidente è nato un rapporto profondo e sincero".
Si ricorda il suo debutto?
"Certo, contro l'Ascoli. Allora giocavo nel Verona di Valcareggi".
Qual è stato il suo maestro?
"Da Bagnoli ho imparato tantissimo, ma tutti i tecnici che mi hanno allenato mi hanno lasciato qualcosa".
Quali sono i campioni più forti che ha incontrato?
"Zigoni e Di Natale, due campionissimi".
La squadra più forte che ha allenato?
"L'Udinese 2010-11 e il Palermo targato Amauri".
Cosa le ha insegnato il mondo del calcio?
"Da questo sport ho imparato maggior disciplina e a sgomitare. Sono diventato un uomo, il calcio ti forma mettendoti alla prova e regalandoti gioie e amarezze".
E' cambiato molto questo mondo?
"Una volta il ritiro cominciava il 4 agosto, ora il primo luglio. C'è un'esasperazione insopportabile, questo era un mondo più bello e genuino. Adesso conta l'immagine, l'abbronzatura e la divisa, ma io mi tengo la tuta".
Cosa la preoccupa?
"Il desiderio di essere sempre all'altezza e di far trovare la squadra pronta. Sento sempre la tensione del banco di prova della prima giornata di campionato".

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