venerdì 27 febbraio 2015
Le probabili formazioni
COME ARRIVA IL CESENA - Squadra decimata per mister Mimmo Di Carlo, che contro l'Udinese dovrà fare a meno degli squalificati Lucchini, Volta e Giorgi, nonché degli infortunati Marilungo, Tabanelli, Cazzola e Zé Eduardo. Al posto del brasiliano ex Parma dovrebbe esserci il neo arrivo Mudingayi, mentre in avanti non dovrebbero esserci dubbi circa l'impiego del terzetto composto da Brienza, Defrel e Djuric. Possibile l'utilizzo dal 1' per Carbonero, elemento in grado di garantire maggiore imprevedibilità all'undici romagnolo.
COME ARRIVA L'UDINESE - Decisamente meno problemi per Andrea Stramaccioni, che, ritrovati Kone, Geijo e Pasquale (con quest'ultimo che dovrebbe vincere il ballottaggio sulla sinistra con Gabriel Silva), può contare sull'intera rosa a sua disposizione, eccezion fatta per il lungodegente Domizzi, ancora alle prese con una fastidiosa distorsione alla caviglia sinistra. In attacco, dubbio sul partner da affiancare a capitan Di Natale: a contendersi una maglia da titolare sono Thereau, Kone e Bruno Fernandes, con il portoghese in leggero vantaggio sui primi due.
Il Mister in conferenza stampa
Come successo prima della gara, poi rinviata, contro il Parma, il tecnico della Prima Squadra Andrea Stramaccioni ha risposto alle domande dei giornalisti in sala stampa. Ecco i passaggi più importanti.
Come arriva l'Udinese alla trasferta di Cesena?
"Per i motivi che sappiamo ci è dispiaciuto non giocare. Abbiamo però fatto di necessità virtù e ci siamo allenati per migliorare la condizione e presentarci al meglio alla gara di domenica. Abbiamo fatto dieci giorni buoni di lavoro, anche per migliorare la condizione di alcuni giocatori".
La sosta ha fatto ricaricare le pile a qualcuno, ma può avervi fatto perdere il ritmo?
"Averlo saputo last minute non ci ha nemmeno permesso di organizzare un'amichevole; abbiamo giocato tra di noi e provato a tenere il motore su di giri. Abbiamo cercato di mantenere questa voglia di far bene intatta per cercare di metterla in campo domenica dimostrando quello che valiamo".
Può incidere giocare sul sintetico?
"Penso che incida ma solo se non ne tieni conto. Abbiamo chiesto di fare la rifinitura al loro stadio domani soprattutto per abituarci al modo di calciare, che sul sintetico è leggermente diverso. Proveremo ad arrivare a domenica consapevoli delle differenze che ci sono sul campo sintetico. Abbiamo anche valutato alcuni episodi, come il rigore in Cesena-Torino, in cui il difensore granata (Jansson, ndr) non aveva calcolato bene il rimbalzo e l'ha stoppata con il braccio".
L'approccio del Cesena sarà diverso?
"Il ragionamento non è sbagliato. Forse se avessimo giocato a Parma, l'approccio degli avversari avrebbe potuto essere diverso. L'Udinese ha deciso di allinearsi alla scelta della Lega e non abbiamo giocato restando con i nostri 28 punti. Sono due settimane che lavoriamo al meglio per tornare a fare punti. Consideriamo questo uno scontro salvezza a tutti gli effetti, con il massimo rispetto del Cesena che nelle ultime due in casa ha battuto la Lazio e pareggiato contro la Juventus".
Che Udinese sarà?
"Noi guardiamo in casa nostra e cercherò di mettere in campo i migliori 11 in relazione alla partita che ci aspettiamo. L'Udinese dovrà essere tosta e concedere poco o niente. Loro in casa nelle ultime due hanno fatto 4 gol tra Lazio e Juventus. Dobbiamo non lasciare l'iniziativa agli avversari e cercare di essere sempre pericolosi".
Una o due punte?
"Sono cose che ci riserviamo ancora di decidere, perché mancano più di 48 ore alla gara. I ragazzi sono sulla corda. Tutti hanno possibilità di giocare. La cosa importante è che il gruppo sia molto unito e motivato".
Preoccupa Djuric?
"Dobbiamo fare i complimenti al ragazzo e al Cesena che ha creduto su di lui. Viene cercato spesso con le palle lunghe. Siamo stati tra i primi a saggiarlo in Coppa Italia. E' una risorsa che hanno in più e abbiamo cercato di preparare delle soluzioni che possano arginarlo, anche se la sua altezza e la sua larghezza di spalle costituiscono un'arma importante, ma anche noi abbiamo le nostre. Lui è molto abile, ma con tutto il rispetto per il ragazzo, noi abbiamo la nostra qualità e cercheremo di rendergli la vita difficile, così come a Defrel e Brienza".
E' la terza volta che affronterete il Cesena?
"Noi l'abbiamo incontrato due volte con Bisoli in panchina e hanno giocato entrambe le volte a 5. Ora loro con Di Carlo hanno trovato l'identità con il 4-3-1-2. Per noi questa è una partita importante; lo è anche per loro, ma preferiamo guardare sempre in casa nostra e riprendere a fare punti".
Come sta Totò e cosa pensi dell'arbitro?
"Totò l'ho visto molto bene. La squadra vuole rovesciare la situazione creatasi dopo la Lazio, ma le risposte le voglio vedere sul campo. Sarà una partita calda; è normale che il Cesena abbia chiamato a raccolta tutti i tifosi, ma la partita è importante per noi come per loro. Dell'arbitro preferisco non parlare, perché c'è il rischio che si crei come contro la Lazio un effetto negativo dopo una decisione arbitrale. Ho detto ai ragazzi che non voglio sentire più parlare di arbitri, perché dobbiamo essere concentrati solo sul campo. Guai a trovare nelle nostre teste un alibi sbagliato".
Spazio poi alle domande dei tifosi arrivate sui social network.
Sosta utile almeno per i recuperi?
"Abbiamo cercato di sfruttare la sosta al meglio. Avrei preferito avere il ritmo partita, ma alla fine il programma è stato solo lievemente variato, dal momento che abbiamo solo spostato di un giorno il programma settimanale".
A livello tattico dove deve migliorare l'Udinese?
"Dobbiamo ancora lavorare tanto, anche se abbiamo fatto dei progressi in campo. Abbiamo alternato più sistemi, senza togliere l'identità di base. Dobbiamo migliorare tanto nel palleggio e nella circolazione di palla, ma sono aspetti su cui è normale lavorare quando sei all'inizio di un nuovo progetto. Vogliamo tornare al più presto a vincere in casa, ma prima c'è una trasferta importantissima da affrontare e anche per questo partiamo un giorno prima del dovuto".
I convocati per Cesena
Al termine della seduta di allenamento di questa mattina il mister Andrea Stramaccioni ha diramato l'elenco dei convocati per la trasferta di Cesena. Sono 24 i calciatori nella lista.
Portieri: Karnezis, Meret e Scuffet.
Difensori: Bubnjic, Danilo, Gabriel Silva, Heurtaux, Pasquale, Piris, Wague e Widmer.
Centrocampisti: Allan, Badu, Bruno Fernandes, Guilherme, Hallberg, Kone e Pinzi.
Attaccanti: Aguirre, Di Natale, Geijo, Perica, Thereau e Zapata.
giovedì 26 febbraio 2015
Interessa Feddal del Parma
mercoledì 25 febbraio 2015
Interesse per Gerson
martedì 24 febbraio 2015
lunedì 23 febbraio 2015
Francesco Dell'Anno
Quando nell’autunno del 1984 Juan Carlos Lorenzo fu chiamato al capezzale di una Lazio ormai in disarmo, il sergente di ferro argentino si scontrò subito con un calcio che non frequentava più da oltre 25 anni, e che era cambiato enormemente facendo diventare anacronistici i suoi metodi. Ma un vecchio lupo, si sa, perde il pelo ma non il vizio, e passando in rassegna quella rosa così male assortita, tra un giudizio impietoso e l’altro, le uniche parole positive le riservò ad un giovane della Primavera aggregato al gruppo con altri Under 18. “Quel ragazzino è l’unico che può fare il calciatore in prospettiva, qui.” E visto come andò a finire quella stagione, si può dire che Lorenzo fece centro al primocolpo.Il “ragazzino” si chiamava Francesco Dell’Anno, detto Ciccio, 17 anni anni appena compiuti in quel 1984 a tinte decisamente orwelliane per la Lazio. Non potè far nulla per evitare il naufragiobiancoceleste, che portò all’ultima retrocessionein ordine di tempo per il più antico sodalizio calcistico capitolino. Ma i lampi di pura classeche dispensò riempirono di speranza i tifosi che pure si ostinavano a riempire l’Olimpico in quell’annata così sofferta. Quando all’ultima giornata di campionato, a discesa in cadetteria già consumata, con un gioco di gambe finta e controfinta mise a sedere addirittura Le Roi, Michel Platini, i supportes laziali pensarono che da quella rovinosa caduta stava pur nascendo una stella.Ma fu il carattere a tradire il giovane Dell’Anno, come troppo spesso accade alle promesse prive di una guida salda dentro e fuori dal campo. Quando in quella stessa stagione un compagno di squadra più anziano lo sgridò pesantemente perchè si presentò al campo di allenamento di Tor di Quinto in fuoriserie, un altro provò a prendere le difese del ragazzo, che in fondo con i suoi soldi poteva fare quello che voleva. Il punto era un altro però, spiegò il più severo dei due: a 17 anni e senza patente non si può proprio guidare l’automobile, altro che fuoriserie! Ragazze, vita notturna, divertimenti vari fecero il resto, e della classe cristallina di Dell’Anno rimasero solo dei lampi abbaglianti, e molto occasionali, in Serie B tra Arezzo, Taranto e Udine. Proprio con la maglia dell’Udinese però riconquistò la massima serie, e nella stagione 1992/93 a suon di prodezze regalò ai friulani una salvezza che mancava da 7 anni, dopo le due retrocessioni del 1987 e del 1990. Numeri di classe sopraffina per un calciatore che ormai, a quasi 26 anni, era additato come inaffidabile e quasi perduto. La sorpresa arrivò con l’offerta dell’Inter, che nell’anno dell’epocale passaggio di consegne tra Ernesto Pellegrini e Massimo Moratti, decise di puntare anche sul talento ribelle di Dell’Anno per costruire una squadra in grado di divertire i tifosi. E pur con i suoi fisiologici alti e bassi, i colpi di genio di Ciccio deliziano San Siro, con l’Inter che come a volersi mantenere in linea con la sua schizofrenia calcistica, nella stagione successiva trionfò in Europa in Coppa UEFA, ma arrivò per la prima volta a sfiorare la Serie B in campionato. Gli ultimi scampoli importanti di carriera Dell’Anno li ha vissuti a Ravenna, in B, dove c’è chi giura di averlo visto giocare con le scarpe slacciate. Salutò la Romagna dopo aver collezionato il suo massimo bottino di gol con una sola squadra, 23, prima di chiudere la carriera alla Ternana.
domenica 22 febbraio 2015
sabato 21 febbraio 2015
venerdì 20 febbraio 2015
Parma Udinese rinviata
giovedì 19 febbraio 2015
Le probabili formazioni
COME ARRIVA IL PARMA - Il morale è sotto i tacchetti, la crisi societaria non accenna a placarsi, eppure il Parma si presenta all'appuntamento di domenica con la voglia di stupire e provare a dare continuità all'inatteso pari colto nel turno scorso al cospetto della Roma. Rispetto al match dell'Olimpico, mister Roberto Donadoni recupera Gobbi, Lila e Galloppa, ma rischia di perdere il laterale marocchino Feddal, il quale nelle ultime ore si è sottoposto a terapie per un fastidio tendineo alla coscia sinistra. Sempre indisponibili Biabiany, Jorquera e Haraslin, con gli ultimi due che però si avvicinano al rientro in gruppo.
COME ARRIVA L'UDINESE - Importanti novità dall'infermeria per Andrea Stramaccioni, che ritrova a disposizione tre pedine fondamentali come Allan, Thereau ed Heurtaux, quest'ultimo assente nella partita interna contro la Lazio per un fastidioso torcicollo. Alla volta dell'Emilia partiranno anche Pasquale e Kone, che hanno scontato un turno di squalifica, e l'acciaccato Di Natale, uscito anzitempo dalla partitella di ieri a causa di un leggero risentimento muscolare. Ancora out i lungodegenti Domizzi e Geijo.
mercoledì 18 febbraio 2015
martedì 17 febbraio 2015
lunedì 16 febbraio 2015
domenica 15 febbraio 2015
Le considerazioni del Mister
Come mai l'Udinese non sa più vincere in casa?
"Non ci piace, non va bene. Paradossalmente adesso facciamo meglio in trasferta. Peccato per le polemiche perché hanno creato nervosismo, probabilmente in questo siamo stati penalizzati. L'altra grande palla gol della Lazio è nata secondo noi da un fallo di mano, loro hanno comunque vinto sul campo e facciamo i complimenti".
Pozzo deluso
Le Pagelle
Wague 5,5: ingenuo nel concedere, seppur con una spinta leggera, il rigore poi rivelatosi decisivo. Principale pecca in una partita non lontana dalla sufficienza, in cui è il fisico a sopperire a qualche limite tecnico.
Danilo 6: per la verità l'Udinese non ha rischiato tantissimo, ne deriva che il lavoro dei difensori non è stato troppo intenso e nel complesso sufficiente.
Piris 6: vale in generale il discorso fatto sopra, tiene in velocità gli esterni biancocelesti.
Widmer 6: scende in maniera costante nel primo tempo, meno nel secondo, quando si fa comunque apprezzare per un discreto lavoro difensivo.
Allan 5,5: un deciso passo indietro rispetto alle ottime gare disputate di recente. Gioca con il solito cuore ed i mezzi sono sempre gli stessi, ma oggi i risultati sono meno convincenti.
Fernandes 5: parte molto bene, ma dopo una ventina di minuti si spegne e non torna più in partita. Dal 62' Guilherme 5,5: non cambia certo la partita, ma rispetto al portoghese dà maggior sostanza al centrocampo.
Badu 6,5: per certi versi, la sua è la fotografia della partita dell'Udinese. Tanta corsa, magari anche tanta voglia, ma soprattutto tanti errori in precisione. Dal punto di vista fisico ed atletico stravince qualsiasi confronto gli capiti di dover superare.
Silva 5,5: spinge meno di quanto potrebbe, dietro ha qualche difficoltà su Basta e l'esterno offensivo laziale, che sia Candreva o Felipe Anderson. Dal 53' Evangelista 5,5: avrà tempo per rifarsi ed i mezzi saranno ottimi, oggi comunque non riesce a lasciare il segno.
Thereau 5,5: tanta disponibilità, poca concretezza. E gli attaccanti dovrebbero creare pericoli ai portieri avversari. Dal 78' Aguirre sv.
Di Natale 5: festeggia nel peggiore dei modi la presenza n. 407 in maglia bianconera. Messo in difficoltà dal punto di vista fisico dai longilinei difensori avversari e servito malissimo dai compagni, non trova modo di pungere e gioca una gara abulica.
Udinese Lazio 0-1
Udinese (3-5-2): Karnezis, Wague, Danilo, Piris; Widmer, Allan, Fernandes (16' st Guilherme), Badu, Gabriel Silva (8' st Evangelista); Thereau (32' st Aguirre), Di Natale. A disposizione: Meret, Scuffet, Bubnjic, Pinzi, Hallberg, Jadson, Perica. All. Stramaccioni.
Lazio (4-3-3): Berisha; Basta, de Vrij, Mauricio, Radu; Onazi (1' st Cataldi), Biglia, Parolo; Candreva (26' st Keita), Klose (30' st Perea), Felipe Anderson. A disposizione: Guerrieri, Strakosha, Mauricio, Cavanda, Konko, Braafheid, Novaretti, Ederson. All. Pioli.
Arbitro: Massa
Marcatori: 23' rig. Candreva
Ammoniti: Wague, Allan (U), Onazi, Candreva, Cataldi, Felipe Anderson, Radu (L)
Fine primo tempo Lazio in vantaggio
Inizio zia la partita
Tutto pronto allo Stadio Friuli per Udinese-Lazio: i padroni di casa ritrovano il loro capitano Antonio Di Natale dopo la squalifica che lo ha tenuto fermo nella trasferta a Napoli, al suo fianco Thereau. Nei biancocelesti ritorno dal 1° minuto per Felipe Anderson dopo l’infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per più di un mese.
LE FORMAZIONI UFFICIALI DI UDINESE-LAZIO:
UDINESE (3-5-2): Karnezis; Wague, Danilo, Piris; Widmer, Badu, Allan, Bruno Fernandes, G. Silva; Thereau, Di Natale. All.: Stramaccioni
Squalificati: Kone (1), Pasquale (1)
Indisponibili: Geijo , Pinzi, Domizzi
LAZIO (4-3-3): Berisha; Basta, Mauricio, De Vrij, Radu; Onazi, Biglia, Parolo; Candreva, Klose, F. Anderson. All.: Pioli
Squalificati: Marchetti (1), Cana (1), S. Mauri (1)
Indisponibili: Ciani, Pereirinha, Gentiletti, Lulic, Djordjevic, Tounkara
sabato 14 febbraio 2015
Conferenza pre Lazio
Alla vigilia della partita contro la Lazio, ha parlato nella consueta conferenza stampa l'allenatore Andrea Stramaccioni. Ecco le principali dichiarazioni del tecnico bianconero.
Che partita sarà contro la Lazio?
"E' una partita importante perché ci dà l'occasione di misurare il nostro valore e i progressi fatti. E' l'occasione giusta per capire quanto siamo cresciuti in una partita dai punti pesanti. Credo che la partita contro la Lazio rappresenti l'occasione giusta per questo".
Crede a una Lazio in difficoltà?
"No, perché schierando gli undici che probabilmente andranno in campo questo non si nota. Sulle lamentele di Pioli non ci ho visto nessuna dietrologia, ma solo l'amarezza del momento. Siamo molto sereni e fiduciosi. Non credo assolutamente che la Lazio volesse condizionare l'arbitraggio di domani, in maniera categorica".
Come è il bilancio del suo lavoro sotto il profilo della coesione del gruppo?
"Quella coesione che traspare all'esterno è merito dei ragazzi e delle persone che lavorano per loro. La compattezza del gruppo è la base minima per ottenere dei risultati. Vedo i ragazzi molto uniti; pian piano stanno rientrando tutti. E' rientrato Giampiero; aspettiamo Maurizio e Alex. Comunque ripeto, il gruppo unito è la base per raggiungere gli obiettivi".
Pesa la mancanza di vittoria in casa?
"Storicamente l'Udinese ha sempre fatto più punti in casa. Nell'ultima parte di campionato abbiamo dimostrato grande personalità in trasferta, ma ci manca il colpo casalingo. Domani ci proveremo come abbiamo fatto sempre contro ogni squadra.
Pinzi torna tra i convocati e ritrova anche Badu ed Evangelista, come stanno?
"Pinzi è rientrato in gruppo. Lucas Evangelista è stato forse quello più spremuto dei nazionali. Badu non ha problemi, perché ha sempre avuto il suo punto forte nella condizione fisica. E' rientrato anche Zapata e attendo il rientro degli infortunati Domizzi e Geijo per avere il gruppo al completo".
Sarà una gara simile a quella contro la Roma?
"Qualsiasi attaccante schiererà la Lazio, sarà un reparto pericoloso e molto veloce. Abbiamo lavorato per evitare che si creino occasioni in cui loro possano sfoggiare questa velocità. La Lazio è brava a colpire negli spazi. Poi lì davanti c'è Klose, uno dei migliori finalizzatori d'Europa. Possono far male a chiunque e ovviamente li rispettiamo".
Si potrebbe vedere un centrocampo con due mediani?
"L'Udinese può giocare anche in questo modo, perché non ne verrebbe influenzata l'identità di base. Sarebbe una disposizione leggermente più offensiva, ma è una scelta che dipende dalla valutazione complessiva del periodo, del momento della partita e dell'avversario".
Poi spazio alle domande dei tifosi.
Cosa ne pensa del pubblico friulano?
"Ci sono sempre stati molto vicini. Abbiamo fatto una grandissima partenza, un mese e mezzo negativo. Poi dall'Inter abbiamo ritrovato continuità e nei momenti difficili i tifosi ci sono stati sempre vicino, in particolare a Milano e Reggio Emilia. La cosa che mi piace del nostro pubblico è che ci sostiene sempre per 90 minuti. A questo proposito voglio sottolineare come sentiamo il lutto per la scomparsa del tifoso bianconero Francesco. Ho parlato con i tifosi e noi, nel nostro piccolo, cercheremo di onorare la sua memoria con una grande partita. Ce la metteremo tutta".
Avere uno stadio solo con un settore fino al termine della stagione sarà condizionante?
"Un pochino sì. Io sento la grande spinta alle mie spalle, ma comprendo che è una cosa limitata. Diciamo che non vedo l'ora di sentire la spinta totale dello stadio quando sarà completata questa bomboniera, perché uno stadio caldo che spinge, a mio avviso, ti porta almeno 4-5 punti a campionato".
Si aspettava questa esplosione di Allan?
"E' una cosa che vale per tutti i giocatori. Il progetto che sono stato chiamato a gestire ha tanti giovani da far migliorare. Ce ne sono tanti che stanno lavorando bene e qualcuno magari sta andando anche oltre le aspettative. Allan è uno di questi ed è in linea con il progetto societario. L'Udinese, come succede da molto tempo, valorizza i giovani, affiancandoli anche a giocatori esperti, per farli crescere".

















































