martedì 22 gennaio 2013

Le considerazioni di Guidolin


La settimana pre Siena si apre, in casa Udinese, con la conferenza stampa di mister Francesco Guidolin che, dopo il ko dello Juventus Stadium e le ipotesi sul suo futuro a fine stagione, tiene, innanzitutto, a chiarire un concetto ben chiaro nella sua mente. "Da oggi in poi non parlerò né risponderò a domande sul mio futuro - ha detto il tecnico bianconero -. Il mio futuro, infatti, è il mio presente e si chiama Siena. Nel nostro mondo basta mezza parola in più o mezza parola in meno per far sì che nascano mille interpretazioni diverse ed artificiali. E siccome ci saranno tante difficoltà da qui a fine stagione per disputare un buon campionato, non ho alcuna intenzione di lasciare spazio a dubbi o illazioni che possano rimbalzare all'interno del nostro ambiente".

Mister parliamo della sconfitta di Torino. Si è dato una spiegazione a distanza di quasi 72 ore?
"Brutta partita, poco da dire. Abbiamo compiuto un passo indietro rispetto al nostro recentissimo passato. Probabilmente è stata una settimana un po' strana. Avevamo preparato ottimamente il match con la Juventus, sino alla rifinitura che è stata perfetta, ma da un punto di vista psicologico il fatto di toccare le 500 panchine in Serie A mi ha distratto e ha fatto sì che mentalmente non fossi vicino alla squadra come mi accade normalmente. E il corollario di questo teorema è stato rappresentato dal fatto che siamo andati a Torino troppo tranquilli e sereni e, come ripeto sempre, per noi la tranquillità non è una buona compagna di viaggio. La Juventus, invece, ha saputo trasformare le preoccupazioni che ha vissuto in quei sette giorni in aggressività, furore agonistico e qualità".

Quanto ha pesato l'assenza di Di Natale dal primo minuto?
"Non servono i numeri a certificare quanto Totò per noi sia fondamentale, ma contro la Juventus siamo stati talmente sottotono che legare la prestazione alla mancanza di un singolo elemento non soltanto manca di rispetto nei confronti dei compagni, ma non mi trova d'accordo. Abbiamo giocato male, tutti, e dobbiamo riscattarci al più presto".

L'orizzonte bianconero dice Siena in casa e Milan a San Siro...
"Una delle nostre qualità, in questi due anni e mezzo, è stata quella di pensare ad una gara alla volta, senza guardare troppo in là. Domenica ci aspetta il Siena, un vero e proprio gran premio della montagna, perché quella toscana è una squadra allenata da un ragazzo che conosco molto bene, preparato, di grande carattere e che, non dimentichiamolo, senza la penalizzazione avrebbe 20 punti in classifica. Quindi se qualcuno pensa che affronteremo una compagine rassegnata si sbaglia di grosso: sarà una battaglia".

Come giudica le ultime prestazioni dei più giovani come Pereyra e Allan?
"Alcuni cali fisiologici e anche dettati dall'età verde ci possono stare, ma non mi sembra corretto soffermarsi sui singoli dopo un ko. Noi sapevamo bene anche dopo Inter e Fiorentina che non tutto era perfetto. Perfetto era il risultato, ma a livello di prestazione non eravamo stati promossi al 100%. Pereyra sta bene ed è preparato, esattamente come Allan. Maicosuel? A Torino speravo di inserirlo con la partita ancora aperta, ma io ho la piena fiducia in lui. Esattamente come Fabbrini può fare il trequartista o la punta esterna in un tridente offensivo. Abbiamo una rosa numerosa, ricca, e con tanti elementi dalle caratteristiche diverse. Il compito dell'allenatore è quello di trovare l'amalgama giusto o, quantomeno, cercare di sbagliare il meno possibile".
Fonte: udinese.it

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