13.05 - Amichevoli dell'Udinese precampionato: Schalke 04, Bastia e Porto.
13.03 - Si conclude la conferenza stampa di Colantuono. Il direttore sportivo Giarretta presenta Roberto Beni, Mariano Coccia, Marco Montesanto, staff del tecnico bianconero. Michele Armenise non è presente ed è l'ultimo collaboratore dell'ex Atalanta.
La chiosa di Colantuono - "A me è successa una disavventura sono stato indagato per una cosa di cui sono totalmente estraneo, io l'ho portata subito davanti al mio avvocato per parlare di questa cosa. Quella è una vicenda che può capitare a chiunque, è assurda, non sai nemmeno come reagire. Sono totalmente estraneo alla cosa, lo sa il mio avvocato ma anche del dottor Di Martino, ci sono entrato per una chat farfugliata, per un mr che potrebbe stare con mister. Posso avere fatto degli errori a livello tattico, sono convinto verrà archiviata ma se ci fosse il rinvio a giudizio, anche secondo quello che dice il mio avvocato, non dovremmo andarci nemmeno. Non lo auguri a nessuno, perché entri in un'inchiesta di due persone che parlano fra di loro. Mi è capitata questa cosa, non voglio tenere nascosta questa cosa. È una sfida che mi ha dato ancora più voglia di fare, non ho fatto nulla, sono estraneo a tutto. Sono convinto verrà archiviato tutto, ve la volevo dire perché era giusto che la facessi. Io non tengo nascosto nulla, quando ho parlato con la società ho voluto portare avanti il mio avvocato, io mi auguro l'archiviazione e sia stato solo un malinteso, ma c'è poi stato un risalto mediatico. Ho costruito la mia carriera sulla mia correttezza".
Colantuono su Di Natale - L'Udinese è una società molto attenta e che non sbaglia facilmente il proprio percorso. Valuteremo attentamente".
Colantuono sul progetto Udinese -Tempo fa avevo già accettato il progetto Udinese, nel 2007 io andai a Palermo, ci fu un discorso con la società. Avevo già fatto tutto, non si incastrarono delle cose e sarei venuto volentieri anche all'epoca. Sapevo della stima del Presidente. Quando c'è stata l'occasione ho accettato subito, sono molto felice di essere qui".
Colantuono sul modulo - Basta vincere. A Bergamo partivamo con un 4-4-1-1 perché le caratteristiche dei giocatori si sposavano bene. Noi giocavamo con Cigarini regista classico, Schelotto e Bonaventura sulle fasce, Moralez e Denis davanti nell'anno del meno sei. Serve predisposizione mentale per il sacrificio. C'è da correre e impegnarsi, c'è da aggredire e tenere ritmi alti. Se riesci a far sposare i giocatori queste idee sei agevolato al di là del discorso delle tre punte".
Colantuono sul settore giovanile - "Il giovedì gioco amichevoli solo con i ragazzi, perché riesci a tenere sott'occhio il settore giovanile. Con noi si allenerà la Primavera, spesso ho portato dei ragazzi, alle volte d'accordo con Mino Favini ho premiato dei ragazzi che si erano distinti, si sono allenati con noi, così come altri collaboratori del settore giovanile. Bergamo è impensabile non vivere in sinergia con il settore giovanile. La stessa cosa verrà fatta qui a Udine".
Colantuono sul ritiro a Udine - "Per quanto riguarda la preparazione, quando mi è stato chiesto se volevamo farla qui, io ho sposato immediatamente perché è nella mia filosofia lavorare dove le strutture sono migliori e c'è la possibilità. Con l'Atalanta eravamo a mezz'ora da Bergamo, mi era capitato pure a Perugia, andammo a Gubbio che era a due passi. Abbiamo strutture all'avanguardia, è una scelta approvata. Lo stadio è molto bello, quest'inverno era difficile giocare a Udine, con le gru, con i pilastri. Ora è più semplice".
Pozzo sul bomber - "Non serve un giocatore che faccia le veci di Di Natale, lui ha ancora un contratto per il prossimo anno, poi se vuole smettere... sulla carta è un attaccante dell'Udinese, le dichiarazioni le ha fatte a voi, con noi ha rinnovato l'accordo. Sappiamo che Di Natale non è eterno, gli altri hanno fatto il loro dovere. Ci sono dei giovani di buone speranze, Thereau ha fatto dieci gol, bisogna cercare il bomber, ma lo fanno tutti. Alle volte ci sono vecchietti che sono buoni solo d'ingaggio, ma poi non segnano più. Io, come tutti, non mi diverto a perdere le partite".
Pozzo sul mercato - "Abbiamo preso giocatori da campionati diversi dove avevano avuto un rendimento notevolmente superiore di quello sviluppato a Udine. Il campionato italiano è atipico, le difese non ti danno spazio, è un po' diverso, ha bisogno di un certo adattamento. Come vi ho detto altre volte non è che andiamo a prendere tra i profughi, sono tutti giocatori con un buon curriculum che però spesso succede che arrivino qui e la gente si chiede dove li abbiano presi. Tanti esempi che sono esplosi e ora giocano nelle migliori squadre d'Europa. Il rendimento non è stato all'altezza, però prima di esprimere un giudizio aspetterei ancora un anno".
Colantuono sull'Udinese dell'anno scorso - "Non mi permetterò mai di parlarne, non sarebbe rispettoso nei suoi confronti. Ho visto delle partite, mi sono fatto una certa idea e spero che sia giusta. Qui maghi non ce ne sono, solo con il lavoro si potrà venire fuori da determinate situazioni. Cercherò di migliorare dove ci sono margini, ma potremo farlo solo quando comincerà la stagione".
Colantuono su Torino o Palermo - Ci sono esoneri ed esoneri. Con il Palermo sono stato esonerato da sesto in classifica, una scelta che ho accettato, i Presidenti mettono i soldi e possono fare quello che ritengono opportuno. Finimmo il campionato molto bene e Zamparini mi chiese di rimanere. L'anno dopo fui esonerato dopo una partita, per me è ingiudicabile. Con il Torino sono stato esonerato, eravamo nei playoff, dopo quattro partite mi richiamarono e arrivammo alla finale playoff con una squadra meno forte rispetto al Brescia. Dipende che esonero è stato".
Colantuono sullo schema di gioco -Non mi sono quasi mai adattato all'avversario, bisogna trovare il vestito giusto a questa squadra. Quello migliore è stato il 3-5-1-1 o il 3-5-2, perché spesso Guidolin lo utilizzava. Si può fare anche altro, bisognerà vedere la disponibilità e vedere i calciatori. Non ho mai chiesto di integrarsi totalmente alle mie idee, adattarsi anche a quello che si può fare meglio. Ne vorrò discutere anche con la squadra, ho le mie idee e vanno rispettate. Loro devono darti dei segnali, qual è la cosa più utile all'Udinese. Non credo molto nei numeri, se non metti otto giocatori dietro la linea della palla fai fatica. Se non porti quattro o cinque giocatori verso la porta poi è difficile fare gol, la presenza in area è importante".
Colantuono sull'Atalanta e il suo esonero - "Non mi sono sentito sollevato, solo che dopo tanti anni vissuti a certi ritmi, abbiamo fatto 52 punti e ci siamo salvati. Poi ne abbiamo fatti 50, pur vendendo tre titolari. Nella prima stagione atalantina raggiungemmo l'Europa e poi non facemmo l'Interrotto. Questa cosa non viene sempre detta. Non è stato un sollievo, ma una presa di coscienza comune, ho parlato con Marino che se voleva dare uno scossone, da parte mia non ci sarebbe stato un problema. Alla città e alla dirigenza devo molto, anche a quella Ruggeri, io sono rimasto sette anni in una piazza, estremamente rara. Sono molto legato a Bergamo per tantissimi motivi, ricomincia una nuova avventura, spero di potere ripetere quello successo a Bergamo perché credo ce ne siano anche le possibilità, facendo anche meglio".
Colantuono sui giovani - "Non faccio nomi, non parlo di mercato, fare il punto della situazione non sarebbe rispettoso nei confronti di chi è in rosa. C'è uno zoccolo duro da prendere come esempio. Per ognuno di noi c'è un background, basta vedere, abbiamo lanciato tantissimi giovani, abbiamo ricostruito giocatori che si erano persi. Che si sono ricostruiti, con cui l'Atalanta ha potuto fare mercato, il discorso dei giovani è una cosa un po' annosa, l'importante è che l'Udinese vinca, attraverso i giovani se ci sono in rosa, oppure attraverso i meno giovani. L'obiettivo primario vada raggiunto, con i giovani non ho nessun tipo di problema".
Colantuono su Di Natale - "Non ci ho ancora parlato, è successo in questi giorni, ho dovuto espletare delle formalità con la vecchia società e con il nuovo club. Parlare di Totò non c'è bisogno, ha fatto i suoi 14 gol se non vado errato, è un valore aggiunto e un punto di riferimento. Come fai a fare delle previsioni su un giocatore che sta ancora bene? Andrà gestito rispetto a un ragazzo di ventidue. Io mi metto a sua disposizione. Sono convinto che al di là dei gol potrà essere una presenza utile, non so se poi ci ha parlato con il Presidente. Poi lo decideremo strada facendo".
Pozzo ancora su Stramaccioni - "Lui ha fatto il suo dovere, ritengo sia un ottimo allenatore, giovane. Però allenare questa piazza non è semplice, non basta esserlo. Ci vuole anche la maturità, che è come il vino, che diventa buono dopo alcuni anni. Io sono rimasto un tifoso del mister, sicuramente farà carriera. Ha fatto bene il suo lavoro, per me - vista la particolarità di questo ambiente - hai bisogno di un tecnico autorevole o autoritario che abbia la personalità di tenere vicino questi ragazzotti. Colantuono, fosse stato un anno prima, lo avremmo preso. Perché era una priorità... Stramaccioni non ha titolo di demerito per non avere esercitato l'opzione di rinnovo".
Colantuono sulle responsabilità - "Io volevo anche salutare Stramaccioni, con amicizia e cordialità, sono momenti particolari e si vivono. L'ho provato pure io a marzo. Grossa responsabilità perché è una società importante. Lavorerò sodo, dalla mattina alla sera, in questi quindici anni in carriera. Poi il calcio è legato a un palo, a un episodio, quando c'è voglia di lavorare e sei messo nelle condizioni, alla lunga quello che hai pensato può arrivare. Andremo a valutare quotidianamente... fare promesse non è nel mio profilo. Gli obiettivi vanno centrati, come dice il mio collega Delio Rossi".
Pozzo sulle ambizioni - "Tante, ma con i piedi per terra. Dopo dieci anni di battaglie siamo riusciti a costruire uno stadio perché negli obiettivi della società c'era la volontà di crescere. Noi pensiamo che lo stadio dia maggiori risorse, fidelizzi i tifosi (che sono determinanti), noi abbiamo giocato l'anno scorso in un cantiere e ha influenzato i risultati. Tifo educato e tranquillo, ma non infiammato. Sono cose pensate per l'entusiasmo casalingo e ricavare qualche punto in più. Sponsor e attività sono per migliorare la nostra classifica di incassi e risorse per ambire a migliori risultati. Tutti quelli che vengono qui lo fanno per la carriera, tutti ambiziosi, compreso il mister".
Colantuono sul parallelo delle società - "Due società che hanno lo stesso profilo, però l'Udinese ha partecipato due volte alla Champions, poi ha giocato l'Europa League. Anche l'Atalanta ha una struttura molto importante. Due società molto simili, per quanto riguarda gli obiettivi io non posso che associarmi a quanto detto lui. Guidolin quando centrava la Champions poi volava basso e cercava la salvezza. Prima arriva la permanenza in Serie A perché non guardare ad altre cose? Il primo obiettivo è sempre quello".
Colantuono su Marino - "Mi ha raccontato di una società all'avanguardia, dove potere lavorare molto bene. Super organizzati, quello che ho detto prima, nel nostro ambiente l'Udinese è un modello. Ha struttura, organizzazione, uno staff consolidato. Marino mi ha solo parlato bene dell'Udinese".
L'inizio di Colantuono - "Ringrazio la proprietà per questa chance, l'Udinese è presa a modello da tante società. Pure noi a Bergamo ci siamo ispirati. Avevamo tre punti di distanza dal Cagliari quando sono stato esonerato, tutto sommato il lavoro poteva essere quello. All'Atalanta abbiamo fatto cose straordinarie, ci poteva stare un anno meno brillante degli altri. Cinquanta punti in carniere, partendo pure con penalizzazione. Questo mi fa molto piacere, ringrazio pure la famiglia Percassi con il quale ho uno straordinario rapporto. Mi ha permesso di svincolarmi pur avendo due anni di contratto".
Pozzo continua sul nuovo tecnico bianconero - "È un allenatore che ha lavorato in una società similare all'Udinese, non ha mai sbagliato. Non si può esprimere un giudizio negativo se dopo qualche anno, a un certo punto, le potenzialità erano quelle che erano - pur non volendo entrare negli affari degli altri - ha lasciato la squadra che era in zona salvezza e si è salvata. Lui ha fatto il suo dovere. Non credo sia un neo. Quando la squadra non funziona è spesso la qualità dei giocatori".
Pozzo su Colantuono - "Qui ha un passato di risultati importanti, gli diamo giovani di buona speranza e bisogna farli crescere. Non basta essere un buon allenatore. Servono altre caratteristiche che noi abbiamo trovato nel mister Colantuono. Ha personalità, autorevolezza e autorità per tenere vicino uno spogliatoio non facile, multi etnico, in pochi giorni di lavoro devi rendere un ambiente con una mentalità comune a tutti e portarli a un livello culturale che non è uguale per tutti i paesi. È un grande lavoro ma credo sia in grado di farlo".
Ancora Pozzo sui giovani - "Noi andiamo a cercare dei prospetti importanti, se esplodono hanno la richiesta di squadre importanti. Con un sacrificio mio personale non potrei farlo perché di fronte a scenari uno ha diritto pure di scegliere la sua carriera".
Pozzo sulla stagione scorsa - "Io sono soprattutto un tifoso, ma non rinnego nulla della scorsa stagione. Io calcio lo faccio per passione e tifo, non mi ritengo un professionista. Sono un imprenditore, mi sento tale, credo di avere fatto il mio mestiere abbastanza bene, il primo obiettivo è sempre quello di raggiungere il massimo risultato. Però bisogna ragionare con i piedi per terra, altrimenti si rischiano delle brutte avventure. Siamo arrivati anche terzi in classifica, diversi anni in Europa grazie a una politica societaria che va alla ricerca di giovani. Alle volte crescono in fretta e diventano dei campioni, diventando determinanti per il risultato. Altre volte quello che si vede in un giovane matura e si sviluppa negli anni".
Tocca a Pozzo - "Abbiamo concluso quest'annata, prima di tutto volevo ricordare - e lo ricordo sempre ogni anno che siamo in serie A, e lo ritengo già un avvenimento eccezionale. Qui ci si dimentica che effettivamente noi siamo una piccola società, lo dimostrano i ricavi. Capisco che il tifoso abbia voglia di vincere. Il nostro primo obiettivo è la salvezza, mi riferisco all'anno scorso, raggiunta senza soffrire".
Prende la parola il presidente Franco Soldati - "Un allenatore che ha fatto bene con l'Atalanta, che ci è stato caldeggiato da moltissimi".
12.00 - Arrivato tutto la stato generale dell'Udinese con il patron Pozzo, Soldati e Giarretta.
11.59 - È prevista fra pochi minuti la conferenza stampa di presentazione di Stefano Colantuono, nuovo allenatore dell'Udinese, nel ventre dello Stadio Friuli.
13.03 - Si conclude la conferenza stampa di Colantuono. Il direttore sportivo Giarretta presenta Roberto Beni, Mariano Coccia, Marco Montesanto, staff del tecnico bianconero. Michele Armenise non è presente ed è l'ultimo collaboratore dell'ex Atalanta.
La chiosa di Colantuono - "A me è successa una disavventura sono stato indagato per una cosa di cui sono totalmente estraneo, io l'ho portata subito davanti al mio avvocato per parlare di questa cosa. Quella è una vicenda che può capitare a chiunque, è assurda, non sai nemmeno come reagire. Sono totalmente estraneo alla cosa, lo sa il mio avvocato ma anche del dottor Di Martino, ci sono entrato per una chat farfugliata, per un mr che potrebbe stare con mister. Posso avere fatto degli errori a livello tattico, sono convinto verrà archiviata ma se ci fosse il rinvio a giudizio, anche secondo quello che dice il mio avvocato, non dovremmo andarci nemmeno. Non lo auguri a nessuno, perché entri in un'inchiesta di due persone che parlano fra di loro. Mi è capitata questa cosa, non voglio tenere nascosta questa cosa. È una sfida che mi ha dato ancora più voglia di fare, non ho fatto nulla, sono estraneo a tutto. Sono convinto verrà archiviato tutto, ve la volevo dire perché era giusto che la facessi. Io non tengo nascosto nulla, quando ho parlato con la società ho voluto portare avanti il mio avvocato, io mi auguro l'archiviazione e sia stato solo un malinteso, ma c'è poi stato un risalto mediatico. Ho costruito la mia carriera sulla mia correttezza".
Colantuono su Di Natale - L'Udinese è una società molto attenta e che non sbaglia facilmente il proprio percorso. Valuteremo attentamente".
Colantuono sul progetto Udinese -Tempo fa avevo già accettato il progetto Udinese, nel 2007 io andai a Palermo, ci fu un discorso con la società. Avevo già fatto tutto, non si incastrarono delle cose e sarei venuto volentieri anche all'epoca. Sapevo della stima del Presidente. Quando c'è stata l'occasione ho accettato subito, sono molto felice di essere qui".
Colantuono sul modulo - Basta vincere. A Bergamo partivamo con un 4-4-1-1 perché le caratteristiche dei giocatori si sposavano bene. Noi giocavamo con Cigarini regista classico, Schelotto e Bonaventura sulle fasce, Moralez e Denis davanti nell'anno del meno sei. Serve predisposizione mentale per il sacrificio. C'è da correre e impegnarsi, c'è da aggredire e tenere ritmi alti. Se riesci a far sposare i giocatori queste idee sei agevolato al di là del discorso delle tre punte".
Colantuono sul settore giovanile - "Il giovedì gioco amichevoli solo con i ragazzi, perché riesci a tenere sott'occhio il settore giovanile. Con noi si allenerà la Primavera, spesso ho portato dei ragazzi, alle volte d'accordo con Mino Favini ho premiato dei ragazzi che si erano distinti, si sono allenati con noi, così come altri collaboratori del settore giovanile. Bergamo è impensabile non vivere in sinergia con il settore giovanile. La stessa cosa verrà fatta qui a Udine".
Colantuono sul ritiro a Udine - "Per quanto riguarda la preparazione, quando mi è stato chiesto se volevamo farla qui, io ho sposato immediatamente perché è nella mia filosofia lavorare dove le strutture sono migliori e c'è la possibilità. Con l'Atalanta eravamo a mezz'ora da Bergamo, mi era capitato pure a Perugia, andammo a Gubbio che era a due passi. Abbiamo strutture all'avanguardia, è una scelta approvata. Lo stadio è molto bello, quest'inverno era difficile giocare a Udine, con le gru, con i pilastri. Ora è più semplice".
Pozzo sul bomber - "Non serve un giocatore che faccia le veci di Di Natale, lui ha ancora un contratto per il prossimo anno, poi se vuole smettere... sulla carta è un attaccante dell'Udinese, le dichiarazioni le ha fatte a voi, con noi ha rinnovato l'accordo. Sappiamo che Di Natale non è eterno, gli altri hanno fatto il loro dovere. Ci sono dei giovani di buone speranze, Thereau ha fatto dieci gol, bisogna cercare il bomber, ma lo fanno tutti. Alle volte ci sono vecchietti che sono buoni solo d'ingaggio, ma poi non segnano più. Io, come tutti, non mi diverto a perdere le partite".
Pozzo sul mercato - "Abbiamo preso giocatori da campionati diversi dove avevano avuto un rendimento notevolmente superiore di quello sviluppato a Udine. Il campionato italiano è atipico, le difese non ti danno spazio, è un po' diverso, ha bisogno di un certo adattamento. Come vi ho detto altre volte non è che andiamo a prendere tra i profughi, sono tutti giocatori con un buon curriculum che però spesso succede che arrivino qui e la gente si chiede dove li abbiano presi. Tanti esempi che sono esplosi e ora giocano nelle migliori squadre d'Europa. Il rendimento non è stato all'altezza, però prima di esprimere un giudizio aspetterei ancora un anno".
Colantuono sull'Udinese dell'anno scorso - "Non mi permetterò mai di parlarne, non sarebbe rispettoso nei suoi confronti. Ho visto delle partite, mi sono fatto una certa idea e spero che sia giusta. Qui maghi non ce ne sono, solo con il lavoro si potrà venire fuori da determinate situazioni. Cercherò di migliorare dove ci sono margini, ma potremo farlo solo quando comincerà la stagione".
Colantuono su Torino o Palermo - Ci sono esoneri ed esoneri. Con il Palermo sono stato esonerato da sesto in classifica, una scelta che ho accettato, i Presidenti mettono i soldi e possono fare quello che ritengono opportuno. Finimmo il campionato molto bene e Zamparini mi chiese di rimanere. L'anno dopo fui esonerato dopo una partita, per me è ingiudicabile. Con il Torino sono stato esonerato, eravamo nei playoff, dopo quattro partite mi richiamarono e arrivammo alla finale playoff con una squadra meno forte rispetto al Brescia. Dipende che esonero è stato".
Colantuono sullo schema di gioco -Non mi sono quasi mai adattato all'avversario, bisogna trovare il vestito giusto a questa squadra. Quello migliore è stato il 3-5-1-1 o il 3-5-2, perché spesso Guidolin lo utilizzava. Si può fare anche altro, bisognerà vedere la disponibilità e vedere i calciatori. Non ho mai chiesto di integrarsi totalmente alle mie idee, adattarsi anche a quello che si può fare meglio. Ne vorrò discutere anche con la squadra, ho le mie idee e vanno rispettate. Loro devono darti dei segnali, qual è la cosa più utile all'Udinese. Non credo molto nei numeri, se non metti otto giocatori dietro la linea della palla fai fatica. Se non porti quattro o cinque giocatori verso la porta poi è difficile fare gol, la presenza in area è importante".
Colantuono sull'Atalanta e il suo esonero - "Non mi sono sentito sollevato, solo che dopo tanti anni vissuti a certi ritmi, abbiamo fatto 52 punti e ci siamo salvati. Poi ne abbiamo fatti 50, pur vendendo tre titolari. Nella prima stagione atalantina raggiungemmo l'Europa e poi non facemmo l'Interrotto. Questa cosa non viene sempre detta. Non è stato un sollievo, ma una presa di coscienza comune, ho parlato con Marino che se voleva dare uno scossone, da parte mia non ci sarebbe stato un problema. Alla città e alla dirigenza devo molto, anche a quella Ruggeri, io sono rimasto sette anni in una piazza, estremamente rara. Sono molto legato a Bergamo per tantissimi motivi, ricomincia una nuova avventura, spero di potere ripetere quello successo a Bergamo perché credo ce ne siano anche le possibilità, facendo anche meglio".
Colantuono sui giovani - "Non faccio nomi, non parlo di mercato, fare il punto della situazione non sarebbe rispettoso nei confronti di chi è in rosa. C'è uno zoccolo duro da prendere come esempio. Per ognuno di noi c'è un background, basta vedere, abbiamo lanciato tantissimi giovani, abbiamo ricostruito giocatori che si erano persi. Che si sono ricostruiti, con cui l'Atalanta ha potuto fare mercato, il discorso dei giovani è una cosa un po' annosa, l'importante è che l'Udinese vinca, attraverso i giovani se ci sono in rosa, oppure attraverso i meno giovani. L'obiettivo primario vada raggiunto, con i giovani non ho nessun tipo di problema".
Colantuono su Di Natale - "Non ci ho ancora parlato, è successo in questi giorni, ho dovuto espletare delle formalità con la vecchia società e con il nuovo club. Parlare di Totò non c'è bisogno, ha fatto i suoi 14 gol se non vado errato, è un valore aggiunto e un punto di riferimento. Come fai a fare delle previsioni su un giocatore che sta ancora bene? Andrà gestito rispetto a un ragazzo di ventidue. Io mi metto a sua disposizione. Sono convinto che al di là dei gol potrà essere una presenza utile, non so se poi ci ha parlato con il Presidente. Poi lo decideremo strada facendo".
Pozzo ancora su Stramaccioni - "Lui ha fatto il suo dovere, ritengo sia un ottimo allenatore, giovane. Però allenare questa piazza non è semplice, non basta esserlo. Ci vuole anche la maturità, che è come il vino, che diventa buono dopo alcuni anni. Io sono rimasto un tifoso del mister, sicuramente farà carriera. Ha fatto bene il suo lavoro, per me - vista la particolarità di questo ambiente - hai bisogno di un tecnico autorevole o autoritario che abbia la personalità di tenere vicino questi ragazzotti. Colantuono, fosse stato un anno prima, lo avremmo preso. Perché era una priorità... Stramaccioni non ha titolo di demerito per non avere esercitato l'opzione di rinnovo".
Colantuono sulle responsabilità - "Io volevo anche salutare Stramaccioni, con amicizia e cordialità, sono momenti particolari e si vivono. L'ho provato pure io a marzo. Grossa responsabilità perché è una società importante. Lavorerò sodo, dalla mattina alla sera, in questi quindici anni in carriera. Poi il calcio è legato a un palo, a un episodio, quando c'è voglia di lavorare e sei messo nelle condizioni, alla lunga quello che hai pensato può arrivare. Andremo a valutare quotidianamente... fare promesse non è nel mio profilo. Gli obiettivi vanno centrati, come dice il mio collega Delio Rossi".
Pozzo sulle ambizioni - "Tante, ma con i piedi per terra. Dopo dieci anni di battaglie siamo riusciti a costruire uno stadio perché negli obiettivi della società c'era la volontà di crescere. Noi pensiamo che lo stadio dia maggiori risorse, fidelizzi i tifosi (che sono determinanti), noi abbiamo giocato l'anno scorso in un cantiere e ha influenzato i risultati. Tifo educato e tranquillo, ma non infiammato. Sono cose pensate per l'entusiasmo casalingo e ricavare qualche punto in più. Sponsor e attività sono per migliorare la nostra classifica di incassi e risorse per ambire a migliori risultati. Tutti quelli che vengono qui lo fanno per la carriera, tutti ambiziosi, compreso il mister".
Colantuono sul parallelo delle società - "Due società che hanno lo stesso profilo, però l'Udinese ha partecipato due volte alla Champions, poi ha giocato l'Europa League. Anche l'Atalanta ha una struttura molto importante. Due società molto simili, per quanto riguarda gli obiettivi io non posso che associarmi a quanto detto lui. Guidolin quando centrava la Champions poi volava basso e cercava la salvezza. Prima arriva la permanenza in Serie A perché non guardare ad altre cose? Il primo obiettivo è sempre quello".
Colantuono su Marino - "Mi ha raccontato di una società all'avanguardia, dove potere lavorare molto bene. Super organizzati, quello che ho detto prima, nel nostro ambiente l'Udinese è un modello. Ha struttura, organizzazione, uno staff consolidato. Marino mi ha solo parlato bene dell'Udinese".
L'inizio di Colantuono - "Ringrazio la proprietà per questa chance, l'Udinese è presa a modello da tante società. Pure noi a Bergamo ci siamo ispirati. Avevamo tre punti di distanza dal Cagliari quando sono stato esonerato, tutto sommato il lavoro poteva essere quello. All'Atalanta abbiamo fatto cose straordinarie, ci poteva stare un anno meno brillante degli altri. Cinquanta punti in carniere, partendo pure con penalizzazione. Questo mi fa molto piacere, ringrazio pure la famiglia Percassi con il quale ho uno straordinario rapporto. Mi ha permesso di svincolarmi pur avendo due anni di contratto".
Pozzo continua sul nuovo tecnico bianconero - "È un allenatore che ha lavorato in una società similare all'Udinese, non ha mai sbagliato. Non si può esprimere un giudizio negativo se dopo qualche anno, a un certo punto, le potenzialità erano quelle che erano - pur non volendo entrare negli affari degli altri - ha lasciato la squadra che era in zona salvezza e si è salvata. Lui ha fatto il suo dovere. Non credo sia un neo. Quando la squadra non funziona è spesso la qualità dei giocatori".
Pozzo su Colantuono - "Qui ha un passato di risultati importanti, gli diamo giovani di buona speranza e bisogna farli crescere. Non basta essere un buon allenatore. Servono altre caratteristiche che noi abbiamo trovato nel mister Colantuono. Ha personalità, autorevolezza e autorità per tenere vicino uno spogliatoio non facile, multi etnico, in pochi giorni di lavoro devi rendere un ambiente con una mentalità comune a tutti e portarli a un livello culturale che non è uguale per tutti i paesi. È un grande lavoro ma credo sia in grado di farlo".
Ancora Pozzo sui giovani - "Noi andiamo a cercare dei prospetti importanti, se esplodono hanno la richiesta di squadre importanti. Con un sacrificio mio personale non potrei farlo perché di fronte a scenari uno ha diritto pure di scegliere la sua carriera".
Pozzo sulla stagione scorsa - "Io sono soprattutto un tifoso, ma non rinnego nulla della scorsa stagione. Io calcio lo faccio per passione e tifo, non mi ritengo un professionista. Sono un imprenditore, mi sento tale, credo di avere fatto il mio mestiere abbastanza bene, il primo obiettivo è sempre quello di raggiungere il massimo risultato. Però bisogna ragionare con i piedi per terra, altrimenti si rischiano delle brutte avventure. Siamo arrivati anche terzi in classifica, diversi anni in Europa grazie a una politica societaria che va alla ricerca di giovani. Alle volte crescono in fretta e diventano dei campioni, diventando determinanti per il risultato. Altre volte quello che si vede in un giovane matura e si sviluppa negli anni".
Tocca a Pozzo - "Abbiamo concluso quest'annata, prima di tutto volevo ricordare - e lo ricordo sempre ogni anno che siamo in serie A, e lo ritengo già un avvenimento eccezionale. Qui ci si dimentica che effettivamente noi siamo una piccola società, lo dimostrano i ricavi. Capisco che il tifoso abbia voglia di vincere. Il nostro primo obiettivo è la salvezza, mi riferisco all'anno scorso, raggiunta senza soffrire".
Prende la parola il presidente Franco Soldati - "Un allenatore che ha fatto bene con l'Atalanta, che ci è stato caldeggiato da moltissimi".
12.00 - Arrivato tutto la stato generale dell'Udinese con il patron Pozzo, Soldati e Giarretta.
11.59 - È prevista fra pochi minuti la conferenza stampa di presentazione di Stefano Colantuono, nuovo allenatore dell'Udinese, nel ventre dello Stadio Friuli.

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