giovedì 2 maggio 2013

Di Natale a SKY


Dopo la scarpetta per il gol numero 100 con l'Udinese, per il gol numero 150, oggi è stata consegnata una statua a Totò Di Natale, che lo rappresenta nella stessa posizione nella quale ha siglato la rete che lo ha ancora di più consacrato come simbolo dell'Udinese di tutti i tempi. Queste le parole del capitano bianconero a SkySport:

"E' stato bello, perchè sono andato a Trieste per realizzare la statua, ma non pensavo di venire rappresentato cosi bello. Ringrazio il presidente perchè in 10 anni a Udine mi è sempre stato vicino e i record in questa città sono merito suo. Ho un bellissimo rapporto con lui. Lo ringrazio per il nuovo stadio, cosi come il comune di Udine e speriamo di avere tanti tifosi dal prossimo anno nel nuovo stadio che ci sostengano e ci siano sempre vicino. L'Europa League? Per noi è uno scudetto. Mancano quattro partite. Domenica sarà difficile con la Samp, ma speriamo vada bene. Ormai tutte le partite sono una finale".

Pentito di non essere andato alla Juve? "Non mi sono pentito di aver rifiutato la Juve. L'Udinese è la mia casa, si vive bene, è una grande città e se sono arrivato a traguardi cosi importanti è merito della società. Il Mondiale? No, ormai sono vecchio, è giusto far giocare i giovani. Se ho voglia mi piacerebbe toccare i 200 gol, ma ora pensiamo a queste quattro partite".

Ti vedi come allenatore sulla panchina friulana? "In futuro con i piccoli mi troverei bene in panchina come allenatore. Con i grandi ci vuole più pazienza".

Cosa rappresentano i nuovi tatuaggi? "I due tatuaggi sono per Califano con 'Tutto il resto è noi'. Se lo meritava era una grande persona, l'ho fatta col cuore. L'altro è un regalo dei tifosi dell'Udinese che mi hanno fatto questo disegno e l'ho tatuato sul braccio".

Chi vedi come tuo erede in campo? "Muriel è un'attaccante come Sanchez con più qualità. Tra pochi anni diventerà un campione. Ma ci sono altri giovani che l'Udinese è pronta a lanciare. Chiuderò la mia carriera all'Udinese".

Hai mai pensato di andare al Milan? "C'era l'opportunità la scorsa estate, ma ho preferito restare a Udine. Ringrazio la società ed è merito di Pozzo se ho raggiunto traguradi cosi importanti".

Il tuo allenatore preferito? "Ringrazio Marco Domenichini, il vice di Spalletti che mi ha lanciato a Empoli. Anche Montella e altri mi sono trovato bene, ma Domenichini lo porterò sempre nel cuore".

Ti vedi come dirigente dell'Udinese? "Può darsi che sarò nella dirigenza dell'Udinese. Ma ora penso a giocare".

Io al posto di Cavani? "Napoli è la mia città, ma speriamo che Cavani resti perchè è un grande campione e il Napoli si merita giocatori del genere".

Il tuo migliore amico a Udine? "Il mio migliore amico non c'è. Sono tutti grandi amici. Questa è una famiglia, siamo tutti amici".

Il gol più bello? "Quello contro la Spagna, specialemente se penso che quattro anni prima avevo fallito il rigore sempre contro gli spagnoli. Con il Chievo ho fatto un gol alla Totti, ma il suo è bellissimo, è un grande campione".

Hai avuto la possibilità di andare alla Roma sotto la guida Spalletti? "Mi avevano chiesto di andare a Roma, ma ho deciso di restare a Udine e sono felice della mia scelta, anche se la Roma è una grande società".

Hai rifiutato Juventus, Milan e Roma. Qualche rimpianto di non essere mai andato in una big? "Non ho rimpianti. Ho fatto due Europei e un Mondiale. Ci sono arrivato con una maglia importante come quella dell'Udinese. Ho giocato in Europa e in Champions e devo ringraziare l'Udinese per questo. Sono felice di essere rimasto a Udine".

Da giovane dove credevi di arrivare a giocare? "A Empoli sognavo di indossare la numero 9 di Montella. Poi da li ho vinto il campionato in B e sono arrivato in Serie A. Ho faticato molto per arrivare in A, ci sono arrivato a 26 anni. Oggi molti giovani giocano in Serie A, ma il problema è restarci".

Su Zanetti? "Spero di rivederlo in campo. Speriamo torni presto, perchè è un ragazzo in gamba e spero riesca a giocare almeno una partita".

Cosa ti dice Guidolin quando giochi male? "Mi cambia subito, senza dirmi nulla. Abbiamo un bel rapporto. Ce ne diciamo di tutti i colori, ma abbiamo un rapporto eccezionale. Quando si gioca siamo padre e figlio".

Momento più bello della carriera? "Arrivare a 150 gol con una maglia importante come quella dell'Udinese è bellissimo e spero di farne ancora altri".

Qualche consiglio per i giovani calciatori. "Il calcio è un divertimento. Bisogna giocare e divertirsi, poi se uno è bravo esce fuori alla distanza, ma l'importante è divertirsi e giocare con il sorriso".

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