martedì 13 novembre 2012
Intervista al Mister dal sito ufficiale
Il mister dell'Udinese, Francesco Guidolin ha parlato dell'evoluzione della squadra e invocato l'aiuto dei tifosi. "Questa Udinese ha bisogno del sostegno dei tifosi perché è nuova e giovane. Io penso che questa squadra, che ha dimostrato fino ad oggi di non mollare mai, abbia bisogna di calore e sostegno. Spero che il mio gruppo sia ancora l'orgoglio di questo territorio. La classifica rispetto a prima sarà diversa, ma non per questo bisogna dimenticare gli sforzi dei ragazzi per essere squadra ogni domenica. Percepisco che i ragazzi hanno voglia di far bene e di crescere, noi speriamo che nel prossimo futuro Pereyra diventi come Isla, Allan come Asamoah e Brkic come Handanovic, ma anche questi ragazzi che ho nominato hanno avuto bisogno di tempo per crescere. Per questo motivo, anche questo gruppo ha bisogno di avere sostegno".
La squadra arriva al gol con facilità, ma ne subisce tanti. Come spiega questa situazione anomala per una sua squadra?
"Dico, innanzitutto, che i paragoni con il passato vanno definitivamente accantonati. Questa, come abbiamo già detto un migliaio di volte, è un'Udinese diversa che sta cercando di avere la propria identità e trovare la propria dimensione e che in questo periodo si trova a giocare più volte alla settimana con gli stessi uomini. Le annate sono tutte diverse, lo scorso anno e l'anno prima non abbiamo avuto mai infortuni, quest'anno con lo stesso staff e metodi di cura e prevenzioni uguali, se non migliorati, abbiamo dei problemi. Bisogna sapere andare avanti, fare i conti con gli indisponibili e chiedere un sacrificio a qualcuno che magari dovrebbe riposare. C'è un'Udinese, comunque, che deve migliorare. È un momento in cui arriviamo al gol con una certa facilità, ma sbagliamo in fase difensiva. Quando dico che dobbiamo migliorare non parlo di reparti ma di tutti. Tutta la squadra deve essere più attenta e precisa, tutti quanti dobbiamo dare qualcosa in più per migliorare".
L'ennesima rimonta dimostra che non si può parlare di casualità. Quali sono le caratteristiche che permettono di reagire nei momenti più difficili?
"La squadra ha dimostrato ancora una volta di avere gambe, orgoglio, forza e di voler rimontare situazioni difficilissime come quella con il Chievo. I ragazzi sono stati bravi perché hanno recuperato una partita giocata anche su un campo pesante. Mi auguro sia una caratteristica positiva della squadra quella di crederci sempre".
Anche ieri è stato allontanato dal campo e, come lei, diversi allenatori di Serie A subiscono spesso delle espulsioni? Crede sia cambiato qualcosa nell'atteggiamento verso i tecnici?
"Credo che ci siano dei momenti in cui, pur accettando il verdetto sul campo e le decisioni, non è facile mantenere la calma. Non si deve essere offensivi, e io non lo sono mai stato, nei confronti degli arbitri che fanno un lavoro così difficile. Bisogna mantenere un certo stile ed educazione e io, anche in questa circostanza nella quale abbiamo avuto nel giro di trenta secondi un fuorigioco non fischiato agli avversari, il rigore consequenziale e l'espulsione di un giocatore, con conseguente squalifica, sono sicuro di essermi comportato bene. Al di là di rivendicare una cosa che era chiara a tutti, mi sono comportato con stile, educazione e senza offendere nessuno.
Non se sia una nuova tendenza, mi auguro di no. Detto questo, rimane il mio modo di vedere questo sport e il mio impegno ad essere sempre corretto con la terna arbitrale. Occorre abbassare i toni e non parlare più di episodi, perché sono convinto che alla fine il risultato che una squadra ottiene arriva solo per propri meriti o demeriti. Questa è la mia mentalità e quello che voglio trasmettere alla mia squadra".
In attacco avrebbe la possibilità di ruotare maggiormente ma non lo fa. Come mai?
"Mi sembra che tutti abbiano avuto qualche possibilità. Chi ha giocato di meno è Heurtaux e avrà spazio anche lui perché quando è stato chiamato in causa si è comportato bene. Io credo che le possibilità le hanno avute e le avranno tutti".
Secondo lei i giudici di porta sono un vantaggio o rischiano di creare confusione?
"Credo che possano portare solo vantaggi e cose positive. Non so come potrebbero migliorare la comunicazione, ma conosco la loro professionalità e mi fido ciecamente di ciò che viene fatto per far sì che possano essere evitati alcuni episodi come i gol fantasma. Sono sempre stato favorevole, è il primo anno di sperimentazione e devono crescere probabilmente nella comunicazione, ma sono favorevole e penso che sia giusto che il progetto vada avanti".
Allan continua a stupire?
"Allan è il più giovane di quelli che sono arrivati in estate ed è quello che si è inserito prima e che sta facendo meglio, ma dobbiamo aspettarci che il suo rendimento possa anche calare perché è un '91, anche se speriamo di no. Indubbiamente il ragazzo si è fatto trovare pronto".
Maicosuel, invece, è tornato in crisi?
"Sono cose normali che capitano a tutti i giocatori, con l'attenuante che anche per lui si tratta dei primi mesi in questo campionato, con una nuova squadra e un diverso modo di giocare. Che ci sia un po' di andamento altalenante è abbastanza normale".
Pensa di recuperare a breve qualcuno degli infortunati?
"Non lo so, siamo ancora a inizio settimana. Da oggi in poi bisogna vedere cosa succede. Il più vicino al reintegro in rosa credo sia Pasquale, vedremo".
Fonte: Udinese.it
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