domenica 7 dicembre 2014

Il Mister a Sky

L'allenatore dell'Udinese Andrea Stramaccioni, intercettato dai microfoni Sky, ha commentato con soddisfazione la vittoria colta a San Siro contro l'Inter, sua ex squadra: "Era importante per noi vincere. Penso che globalmente abbiamo meritato la vittoria".

Qual è stato l'elemento che vi ha portato a fare un secondo tempo di questo tipo?
"Non ci aspettavamo la posizione di Kovacic tra le linee: avevamo preparato tutt'altra partita. Il compito di un allenatore è tuttavia sapersi riorganizzare: una volta rientrati in campo, ho cambiato la posizione di Allan. Siamo finalmente diventati aggressivi, limitando i loro giocatori".

Che cosa può darvi questa vittoria?
"Innanzitutto la consapevolezza di avere un gruppo unito. Poi i tre punti per noi sono importanti, perché ci eravamo un po' adagiati e avevamo perso terreno. La nostra mentalità dev'esser sempree questa, dobbiamo ricominciare a fare quello che sappiamo".

La vedo un po' rammaricato. E' triste per la sconfitta dell'Inter?
"Non è così. Per 90' siamo stati nemici. Così come sono felice per noi, mi dispiace per l'Inter: auguro ai giocatori nerazzurri di vincerle tutte a partire dalla prossima".

Il cambio Di Natale si è rivelato azzeccato
"Voi sapete quanto è importante per noi Di Natale, ma quando sei in panchina devi anche avere coraggio e fare le valutazioni appropriate. Volevo un attaccante con caratteristiche diverse da Totò, che tuttavia rimane il nostro giocatore più importante".

Fernandes potrebbe rendere di più giocando maggiormente vicino alla porta: 
"Negli ultimi venticinque metri può migliorare, però lui deve arrivare alle spalle degli altri. Oggi ha messo in difficoltà Medel, che è riuscito raramente ad arginarlo. Ha fatto un gran gol così anche col Cesena, e non dimentichiamo che ha solo venti anni".

Avrai accolto positivamente la radicale trasformazione della società da parte di Thohir, che ha fatto piazza pulita:
"Io credo che un presidente abbia il diritto di apportare tutte le modifiche che reputa opportune. È normale che le cose possano cambiare da un anno all'altro. Le persone che sono qui le porterò per sempre nel cuore. Io sono un ragazzo semplice, vengo dal nulla e non dimentico. Forse era meglio battere il Milan. Vorrei però aggiungere un'ultima cosa".

Prego:
"Voglio sottolineare come ci fossero ben mille tifosi bianconeri a San Siro, questa cosa ci ha dato grande carica. Difendo la terra, anche perché ho un figlio friulano"

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