venerdì 22 febbraio 2013
Angella si racconta
Gabriele Angella si confessa. Il difensore centrale dell'Udinese ha rilasciato una lunga intervista ad Udinese Channel, nel quale ripercorre gli ultimi mesi che lo hanno portato a diventare protagonista con la squadra di Guidolin.
Sul ruolo "Io sono partito da attaccante - riporta Tuttoudinese.it - quando ero piccolo. Poi sono passato esterno destro perché ero più alto degli altri. Poi centrocampista centrale e in Primavera, pur giocando centrocampista centrale, mi allenavo con i difensori. Ettore Donati mi ha insegnato tutto di quel il ruolo".
Sul passaggio dall'Empolo all'Udinese "Fu una cosa veloce, non sapevo di dovere andare via il terzo anno, infatti feci anche due partite con Aglietti in campionato. Poi verso fine agosto mi dissero di andare a Udinese e decisi di partire subito".
Sull'arrivo in serie A "Una grande emozione, credo sia uno dei traguardi più grandi per uno sportivo. Il mio esordio è stato bello perché è stato a San Siro ma meno bello per il risultato, ma sono contentissimo di essere arrivato fino a qui, con i sacrifici che ho fatto. Sono sacrifici importanti, perché vedi i tuoi amici che escono, vanno a ballare e non puoi perché devi pensare alla partita. Non vivi la tua gioventù come gli altri, maturi un po' prima. Ma gfrazie al cielo sono stato ripagato, quindi ne vado fiero".
Avventura sfortunata al Siena "Io ero andato via da Udine per giocarmi di più le mie carte, pensavo fosse un bene andare là, però in preparazione mi sono rotto il metettarso e quando sono rientrato ho giocato poco perché la squadra stava andando bene ed era già fatta".
La permanenza ad Udine Io non avevo parlato col tecnico della mia situazione ma sono arrivato qui con tutte le migliori motivazioni, ero convinto dei miei meriti. E poi sono riuscito a far cambiare idea all'allenatore e rimanere qua".
Sull'esordio in bianconero "Noi giocatori che veniamo da categorie inferiori abbiamo voglia di dimostrare e fare bene, quindi aspettiamo l'occasione che può cambiare la vita. E poi io venivo da un anno in A non positivo, quindi era un po' una rivincita ecco. Penso che allenarsi sia la cosa più importante anche se mentalmente è dura non giocare e sentirsi meno considerati. La cosa più importante è che quando vieni chiamato in causa esprimi tutto il valore".
Sui gol realizzati "La questione del goal sicuramente è fortuna, bravura è quando uno fa 149 goal come Di Natale. Ho una buona media presenze-goal ma penso sia una questiuone di fortuna per essere stato lì al momento giusto".
Sul rapporto con la città "E' una città tranquilla, simile a Empoli. Mi sono fatto qualche amico e io e la mia ragazza ci troviamo molto bene.
Sogno Nazionale "Prima di tutto devo dimostrare qualcosa all'Udinese e devo fare molto bene per arrivare fin là. E' prematuro parlarne perché non ho fatto niente, vedremo in futuro".
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